Stamattina, durante la discussione del Decreto sicurezza, il Senato ha approvato l’emendamento che riformula le restrizioni al porto di coltelli.
È arrivato dai gruppi parlamentari di maggioranza – e non dal governo, che rappresentato dal sottosegretario Nicola Molteni ha espresso parere favorevole – l’emendamento con cui il Senato ha deciso di riformulare le restrizioni al porto di coltelli introdotte a fine febbraio col decreto sicurezza.
Alfredo Bazoli, senatore del Pd, nel suo intervento in Senato ha affermato: “l’emendamento serve a sanare un evidente vizio e una mancanza nella norma che avete scritto. Se non mettete neanche in questo comma ulteriore l’espressione «senza giustificato motivo», allora voi togliete l’unico criterio che consente di verificare se qualcuno che porta una lama fuori di casa lo fa per una ragione che lo abilita a farlo. Togliete quella locuzione e praticamente incriminate chiunque. Francamente questo è un emendamento che avrebbe dovuto essere accolto, per evitare un’interpretazione che rischia di essere eccessiva e priva di giustificazione”.
Alla fine della procedura di conversione in legge il giustificato motivo varrà sia per i coltelli a lama fissa sopra gli otto centimetri, sia per i pieghevoli con lama «pari o superiore a cinque centimetri», a un taglio e a punta acuta, muniti di meccanismo di blocco oppure apribili con una sola mano. Sopra i cinque centimetri resta vietato il meccanismo a scatto.